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Parrocchia s. Andrea apostolo

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campanile

 

 

 

 

COME ERA LA VECCHIA CHIESA

 

           Fatta costruire dall'abate Giovanni X (1061-1121), la "chiesa vecchia" era attigua all'attuale chiesetta della Madonna della Rocca ed era a un'unica navata della lunghezza di circa 15 metri. Alcuni gradini, lungo tutta la facciata, rapportavano il piano della piazzetta antistante a quello della chiesa, il cui ingresso, era costituito da una sola porta con portale in pietra locale. Per chi vi entrava, l'occhio convergeva verso l'altare maggiore sovrastante una serie di gradini.

 

     Sull'altare maggiore: un tabernacolo di legno argentato per la custodia del SS. mo Sacramento e al di sotto del baldacchino serico, sul muro a fresco, ma al di sopra del tabernacolo, le immagini di Maria SS. Assunta, di S. Andrea e di S. Antonio da Padova, trittico raccolto in ornamento marmoreo. Sotto la mensa, l'urna, con grata di ferro contenente i venerati resti di S. Innocenzo martire.

 

     Altri quattro altari erano lungo le pareti laterali di cui, uno, addossato alla roccia, l'altro a mezzogiorno, con alti finestroni, l'altare di S. Francesco con l'immagine del santo a "muro" e l'altare della Madonna del Rosario con l'immagine della Vergine e dei singoli misteri. L'immagine della Madonna non mancava sull'altare di S. Rocco, ove il santo era al lato della Vergine con S. Sebastiano martire.

 

     Più animato l'altare del Crocifisso: il simulacro ligneo aveva ai lati due angeli sostenenti, l'uno, un candelabro e l'altro, proteso verso il lato del petto squarciato, con un calice, come a raccogliere il sangue prezioso.

     Il fonte battesimale, a sinistra della chiesa, con vasca bronzea e la rappresentazione della scena del battesimo nel Giordano. Dietro l'altare maggiore, la sacrestia, molto angusta, da dove si accedeva alla torre campanaria che si erigeva al lato destro dell'altare maggiore ed era munita di due campane, trasportate nella nuova chiesa e rifuse in tempi successivi. Immediatamente sopra l'ingresso della chiesa: il coro per i cantori e l'organo.

      Le quattro sepolture erano sotto il pavimento della chiesa: una per i sacerdoti, una per i fanciulli e le altre due, distinte, per gli uomini e le donne. Da una relazione della Presidenza di Comarca, giugno 1858, sappiamo che "affreschi" decoravano la vecchia chiesa come oggi ancora decorano il sacello della Rocca.

 

 

 

 

LA CAMPANA E LA TORRE (o campanile)

 

 

          Nel periodo da noi preso in esame,(= dalla seconda metà del sec. XVIII ed oltre la metà del sec.XIX), la Comunità di Jenne si espan­de si consolida e lavora, ma nello stesso stempo si sente Comunità viva, anche per legami che scaturivano dalla Fede comune ereditata dagli antichi padri e che trovava il suo segno nella Rocca-Castello, con il Sacello della Madonna, e con la Vecchia Chiesa, sovrastata dalla Torre o Campanile romanico e di cui ora c'è il solo ricordo essendo stato smantellato verso il 1945 perchè pericolante e non si trovarono mezzi per restaurarlo. Se allora ci fu insensibilità e precipitazione, si auspica che esso risorga come era e dove era.

 

         Sono i pubblici Rappresentanti la Comunità di Jenne che lealmente riconoscono come la stessa Comunità deve, nell'anno 1755, ripartirsi l'onere per rifondere la campana della vecchia Chiesa parrocchiale: «Facciamo indubitata fede mediante il nostro giuramento qualmente la medesima Comunità di Jenne deve concorrere alle spese per la rifusione della Campana della Chiesa Parrocchiale di Jenne» (1). Ma ben presto si accorgono che a nulla sarebbe valsa la rifusione della campana se la vecchia Torre Campanaria che presentava già prima del 1772 gravi lesioni, non veniva immediatamente riparata (2).

 

 

 

 

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La tomba comune dei sacerdoti nell'area della vecchia Chiesa di S. Andrea

 

 

 

 

 

(1)    B.G. s. I1, b. 1999, a. 1755.

(2)    B.G. s. II, b. 1999, a. 1772.