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Parrocchia s. Andrea apostolo

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            Le confraternite o congreghe hanno subito attraverso i secoli, notevoli mutamenti sia negli statuti sia nei propri fini. Le attuali confraternite, costituite dopo il 7 giugno 1929, sono considerate per l’ordinamento giuridico una specie di associazioni di fedeli, per tanto, ad esse si applicano le norme  - per quelli soggetti all’Ordinario diocesano –  di cui ai cann. 115 §§ 2-3;215 e ss.

 

     Con decreto del Capo dello Stato sono state riconosciute formalmente ai sensi dell’art. 77 del R. D. 2 dicembre 1929 n. 2262 come enti ecclesiastici soggetti per l’amministrazione all’Ordinario diocesano. Esistono confraternite - e non è il nostro caso - che non hanno lo scopo esclusivo e prevalente di culto e pertanto sono disciplinate dalla legge dello Stato (Legge 17 luglio 1890, n. 6972 e succ. Mod.), equiparate a istituzioni pubbliche di assistenza e di beneficenza, il cui controllo amministrativo spetta alla regione, ferme restando le competenze dell’autorità ecclesiastica per quanto concerne l’attività di culto.

     Alcune di queste congreghe, hanno assunto carattere privato qualificandosi pertanto come associazioni disciplinate dagli art. 12 e ss. del Codice Civile come da sentenza 396/11988 della Corte  

Costituzionale e la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri alle Regioni del 18 febbraio 1990, Gaz. Uff. 23 febbraio 1990, n. 45.

 

 

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         Altre confraternite - questo è il caso nostro - aventi scopo esclusivo o prevalente di culto (per le quali non sia stato ancora emanato il decreto previsto dal primo comma dell’art. 77 del R. D. 2 dicembre 1929, n° 2262) l’art. 71 della legge 222/1985 prevede che restino in vigore le disposizioni del medesimo art. 77, che è tuttora applicabile, in quanto non dispone alcun termine per la sua esecuzione.

 

    Esso afferma: “L’accertamento dello scopo esclusivo o prevalente di culto di una confraternita è fatto, d’intesa con l’autorità ecclesiastica, e gli accordi stabiliti non sono vincolati per lo stato se non dopo l’approvazione con decreto del capo dello stato, udito il parere del Consiglio di Stato”.

Sino all’approvazione suddetta tutte le confraternite indistintamente continueranno a rimanere soggette alle disposizioni di leggi e regolamenti in vigore salvo quanto dispone il capoverso dell’art. 52 R. D. .

     Il culto che si deve ai santi e le celebrazioni in loro onore non fanno altro che aiutarci ad amare sempre Colui che ci ha donato la possibilità di chiamarci e diventare tali.

 

 

 

 

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    Il cammino verso il Grande Giubileo del 2000 ci sia servito da stimolo a conoscere ed amare sempre più Cristo, Signore del cielo e della terra; approfondire la conoscenza di Lui significa amare incessantemente i fratelli e provvede affinché nessuno di essi manchi del necessario alla propria sussistenza materiale e spirituale.

     Gli impegni santi e graditi a Dio, quelli che nelle riunioni preliminari ci siamo prefissati a fondamento della istituzione della Confraternita: l’amore vicendevole, il vincolo di carità che ci riunisce nel nome dell’unigenito Figlio di Dio, lo stimarci a vicenda nel servizio alla Confraternita e ai fratelli siano lo scopo del nostro vivere in essa.

    L’abito ci additi agli altri come umili imitatori della generosa attività di S. Giuseppe al servizio dei fratelli.

Noi crediamo fermamente che godremo innanzitutto della benevolenza del Signore Gesù Cristo unico salvatore del mondo, oggi e sempre, per l’intercessione dei suoi santi.