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Parrocchia s. Andrea apostolo

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Caravaggio "L'estasi di San Francesco" 1595 c. Olio su tela, 92,5 x 128,4

cm Wadsworth Atheneum, Hartford, Connecticut.

 

 

Il delegato nella nostra parrocchia per il tiennio (2014/'16)  

 

è: LINO DE ANGELIS

 

coadiuvato da un gruppo di collaboratori:

Virginia De Angelis - Santa Lauri - Angela Rispoli

 

     «L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità». (cfr. DCE, 20).

 

 

 

         La Caritas parrocchiale è l'organismo pastorale istituito per animare la parrocchia, con l'obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della Chiesa.

 

        L’idea stessa di Caritas parrocchiale esige, pertanto, una parrocchia "comunità di fede, preghiera e amore". Questo non significa che non può esserci Caritas dove non c’è "comunità", ma si tratta piuttosto di investire, le poche o tante energie della Caritas parrocchiale nella costruzione della "comunità di fede, preghiera e amore". Come se la testimonianza comunitaria della carità fosse insieme la meta da raggiungere e il mezzo, (o almeno uno dei mezzi), per costruire la comunione. Un esercizio da praticare costantemente.

 

 

 

 

caritas

 

 

 

 

Ogni parrocchia, che è volto della Chiesa, concretizza la propria missione attorno

  1. all’annuncio della parola

  2. alla celebrazione della grazia

  3. e alla testimonianza dell’amore.

           È esperienza comune che ci siano, in parrocchia, una o più persone che affiancano il parroco nella cura e nella realizzazione di queste tre dimensioni. Sono gli "operatori" pastorali, coloro che "fanno" (opera) concretamente qualcosa. Dopo il Concilio Vaticano II, la pastorale si arricchisce di una nuova figura: colui che "fa perché altri facciano", o meglio, "fa, per mettere altri nelle condizioni di fare". È "l'animatore pastorale".


           La Caritas parrocchiale, presieduta dal parroco, è costituita da figure di questo tipo: un gruppo di persone (ma nelle piccole comunità può trattarsi anche di una sola persona) che aiuta il parroco sul piano dell'animazione alla testimonianza della carità più che su quello operativo di servizio ai poveri. L’obiettivo principale è partire da fatti concreti – bisogni, risorse, emergenze – e realizzare percorsi educativi finalizzati al cambiamento concreto negli stili di vita ordinari dei singoli e delle comunità/gruppi, in ambito ecclesiale e civile (animazione).

     

     

     

     

     

     

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    caravaggio "Cena in Emmaus" (Milano) 1606 Olio su tela, 141 x 175 cm.

    Pinacoteca di Brera, Milano.

     

     

     

     

     

    Come lavorare per un così alto obiettivo?

     

     

          L'esperienza e la riflessione avviata negli ultimi anni portano a definire alcuni elementi cardine su cui fondare il lavoro di ogni caritas anche in parrocchia:

    • la definizione dei destinatari/protagonisti del servizio di animazione: i poveri, la Chiesa e il territorio/mondo

    • un metodo di lavoro basato sull'ascolto, sull’osservazione e sul discernimento, finalizzati all’animazione

    • la capacità di individuare, tra tutte le azioni possibili, quelle in grado di collegare emergenza e quotidianità, cioè di intervenire nell’immediato e portare ad un cambiamento nel futuro

    • la scelta di costruire e proporre percorsi educativi, in grado di incidere concretamente nella vita delle persone e delle comunità.

    Centrare sull'animazione e sul metodo pastorale il mandato della Caritas, ridimensionando le aspettative sul piano operativo, svincola la possibilità di costituire l’organismo pastorale dalle dimensioni e dalla situazione della parrocchia. In ogni contesto, infatti, seppure con modalità diverse, è possibile promuovere la cura delle relazioni, la conoscenza del contesto, la possibilità di scegliere insieme come agire, alla luce della missione della Chiesa nel mondo.

     

     

     

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    Cristo e la samaritana di Guercino (1591-1666),

    con una materia pittorica "liscia e smaltata"

     

     

     

    Premessa

     

    Ogni parrocchia, volto della Chiesa locale sul territorio, è chiamata a concretizzare la propria missione attorno a tre dimensioni fondamentali:

     

     

    1.      l'annuncio della Parola di Dio (principalmente attraverso la catechesi),

    2.      la celebrazione dei Sacramenti (principalmente attraverso la liturgia),

    3.      la testimonianza del Vangelo (principalmente mediante le opere di carità).

     

    Ogni parrocchia riconosce al suo interno una o più persone che affiancano il parroco nella cura e nella realizzazione delle tre dimensioni.

     

    Sono "operatori" pastorali, spesso individuati come membri di specifici "gruppi".

     

     

            La Caritas parrocchiale è presieduta dal parroco e agisce in stretto riferimento al Consiglio pastorale parrocchiale, ai cui lavori partecipa con almeno un animatore (in genere il responsabile individuato dal parroco).

La Caritas parrocchiale è costituita da figure di questo tipo:

      È un gruppo di persone (ma nelle piccole comunità può trattarsi anche di una sola persona) che aiuta il parroco sul piano dell'animazione alla testimonianza della carità più che su quello operativo di servizio ai poveri.

Questo non significa che i membri di una Caritas parrocchiale non possano visitare i malati o prestare volontariato al Centro di Ascolto. Vuol dire piuttosto che i loro compiti prevalenti non risiedono tanto nel servizio diretto quanto nel:

  • conoscere le povertà del territorio a cui la parrocchia appartiene;

  • farle conoscere alla comunità, sensibilizzando altre persone attraverso occasioni di incontro;

  • coordinare l’attività degli eventuali gruppi caritativi presenti in parrocchia promuovendo il lavoro unitario e la comunicazione tra le diverse realtà e l’intera comunità;

  • richiamare l’attenzione su povertà "scoperte" sensibilizzando alla gratuità e al servizio;

  • collaborare con altri soggetti del territorio (il comune, la Asl, le associazioni di volontariato, le scuole, …);

  • valorizzare le esperienze di animazione e solidarietà presenti in parrocchia;

  • realizzare momenti formativi sulla testimonianza della carità e su aspetti specifici del servizio ai poveri e dell'animazione della comunità.

      Tutto ciò fa della Caritas parrocchiale l'organismo pastorale istituito per animare la comunità, con l'obiettivo di aiutarla a vivere la testimonianza non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della Chiesa.